Trasferimento di denaro: le procedure corrette

Il decreto legislativo 90/2017 sull’Antiriciclaggio ha confermato il limite di 2.999,99 € per i trasferimenti di denaro contante tra diversi soggetti, a qualsiasi titolo. Questo limite era stato già fissato con la Legge di Stabilità, il 1° gennaio 2016.

In caso di pagamenti di beni o servizi per cifre superiori a tale importo è stato configurato un reato, punibile con una sanzione da tremila a cinquantamila euro, anche in caso di pagamenti dilazionati con importi minori al limite, se questi “appaiono artificiosamente frazionati” (art. 49 D.Lgs.90/2017)

Tramite gli intermediari finanziari abilitati, come banche e Poste Italiane, è possibile effettuare pagamenti per cifre di pari importo o superiori a tremila euro.

Con l’entrata in vigore del decreto legislativo 90/2017, i libretti al portatore sono stati eliminati, infatti è “ammessa esclusivamente l’emissione di libretti di deposito, bancari o postali, nominativi ed è vietato il trasferimento di libretti di deposito bancari o postali al portatore che, ove esistenti, sono estinti dal portatore entro il 31 dicembre 2018”.

Si ha un anno di tempo per mettersi in regola e non incappare nelle sanzioni che prevedono tra 250 e 500 euro di pena. Inoltre la normativa antiriciclaggio prevede un’ammenda dal 10 al 40% del saldo di eventuali conti o libretti anonimi o con intestazione fittizia.

Anche per il pagamento con assegni rimane la soglia dei 2.999,99€, inoltre per le cifre pari o superiori ai mille euro è obbligatorio indicare il beneficiario e la clausola “Non trasferibile”, in conformità del comma 4 dell’articolo 3 del D. Lgs. 90/2017. Le banche hanno già iniziato a erogare ai propri clienti libretti degli assegni con la dicitura prestampata, ma gli assegni vecchi sono ancora validi quindi bisogna ricordarsi di inserire tale dicitura.

Per mettere chiarezza l’ABI, l’Associazione Bancaria Italiana, ha avviato una campagna di informazione sulla corretta gestione dei pagamenti con assegni, nel rispetto della normativa antiriciclaggio, rivolta a professionisti, commercianti, imprenditori e famiglie.

Questi sono i 10 punti fondamentali a cui fare attenzione, così come indicati dall’ABI:

  • è vietato il trasferimento tra privati, senza avvalersi dei soggetti autorizzati (ad esempio banche), di denaro contante e di titoli al portatore (ad esempio assegni senza indicazione del beneficiario) di importo complessivamente pari o superiore a 3.000 euro;
  • gli assegni bancari, circolari o postali di importo pari o superiore a 1.000 euro devono riportare – oltre a data e luogo di emissione, importo e firma – l’indicazione del beneficiario e la clausola “non trasferibile”. Fai quindi attenzione se utilizzi un modulo di assegno che hai ritirato in banca da molto tempo e verifica se l’assegno reca la dicitura “non trasferibile”. Se la dicitura non è presente sull’assegno ricordati di apporla per importi pari o superiori a 1.000 euro;
  • le banche, alla luce delle disposizioni di legge, consegnano automaticamente alla clientela assegni con la dicitura prestampata di non trasferibilità;
  • chi vuole utilizzare assegni in forma libera, per importi inferiori a 1.000 euro, può farlo presentando una richiesta scritta alla propria banca;
  • per ciascun assegno rilasciato o emesso in forma libera e cioè senza la dicitura “non trasferibile” è previsto dalla legge il pagamento a carico del richiedente l’assegno di un’imposta di bollo di 1,50 euro che la banca versa allo Stato;
  • è vietata l’apertura di conti o libretti di risparmio in forma anonima o con intestazione fittizia ed è anche vietato il loro utilizzo anche laddove aperti in uno Stato estero; i libretti di deposito, bancari e postali, possono essere emessi solo in forma nominativa e cioè intestati ad una o più determinate persone;
  • per chi detiene ancora libretti al portatore è prevista una finestra di tempo per l’estinzione, con scadenza il 31 dicembre 2018, resta comunque vietato il loro trasferimento;
  • in caso di violazioni per la soglia dei contanti e degli assegni (come la mancata indicazione della clausola “Non trasferibile”) la sanzione varia da 3.000 a 50.000 euro;
  • per il trasferimento dei libretti al portatore la sanzione può variare da 250 a 500 euro. La stessa sanzione si applica nel caso di mancata estinzione dei libretti al portatore esistenti entro il termine del 31 dicembre 2018;
  • per l’utilizzo, in qualunque forma, di conti o libretti anonimi o con intestazione fittizia la sanzione è in percentuale e varia dal 10 al 40% del saldo.

In caso di violazione all’uso del contante, I soggetti obbligati, secondo l’Art. 51 del D. Lgs. 90/2017 devono comunicare eventuali infrazioni sull’uso del contante, entro 30 giorni, alle Ragionerie Territoriali dello Stato (RTdS) competenti, a prescindere dall’eventuale sospetto di riciclaggio o di finanziamento del terrorismo.

L’unico caso in cui il professionista non è tenuto alla comunicazione relativa alle infrazioni sul denaro contante è quello in cui l’oggetto dell’infrazione sia una SOS segnalata ai sensi dell’art. 35 del D.Lgs. 90/2017.

Nel caso in cui il soggetto obbligato non effettui la comunicazione, andrà incontro alla sanzione amministrativa pecuniaria che va da 3.000 euro a 50.000 euro.

Per l’elaborazione di un presidio Antiriciclaggio adatto al Vostro contesto professionale o anche solo per ottenere maggiori informazioni sulla normativa Antiriciclaggio e sull’utilizzo di contanti potete contattarci via mail a info@eticlab.it o telefonicamente  allo 0545 900600