Due nuovi incentivi per il welfare e la produttività aziendale

L’Agenzia delle entrate, d’intesa con il Ministero del lavoro, ha emanato la circolare n° 5/2018 per illustrare il nuovo regime fiscale d’incentivo per il welfare aziendale e i premi di risultato. La nuova circolare permette di ritirare il premio di produttività sotto forma di un benefit, azzerando in questo modo l’Irpef, altrimenti dovuta al 10% se il premio viene incassato in contanti.

Il lavoratore, se sceglie di convertire il proprio premio in contributi a favore della pensione integrativa oppure in contributi per finalità di assistenza sanitaria, avrà l’importo deducibile dal reddito di lavoro, anche oltre i limiti fissati dal Tuir. Il premio dilata i limiti di deducibilità:

  • nel caso di contributi versati dal datore di lavoro a fondi pensione, fino a 8.164,57€ anziché 5.164,87€;
  • nel caso di contributi versati dal datore di lavoro a enti di assistenza sanitaria, fino a 6.615,20€ anziché 3.615,20€.

La detassazione è un incentivo di tipo fiscale che mira a favorire la produttività aziendale e il suo welfare. Sono stati previsti incentivi sia per i lavoratori, con gli sgravi fiscali, sia per i datori di lavoro, con gli sgravi contributivi.

Il primo incentivo, la detassazione, consente l’applicazione dell’Irpef agevolata, con un’imposta sostitutiva al 10%. Si applica fino a un certo importo di premio ricevuto dai lavoratori:

  • 2 mila euro, elevabile a 2.500€ con il coinvolgimento dei lavoratori in maniera paritetica nell’organizzazione del lavoro, fino al 31 dicembre 2017
  • 3 mila euro elevabile a 4 mila euro con il coinvolgimento dei lavoratori, dal 1° gennaio 2018.

Il secondo incentivo, la decontribuzione, riconosce lo sgravio del 20% dell’aliquota dovuta all’Inps ai datori di lavoro e quello del 100% ai lavoratori. Lo sgravio è riconosciuto fino a un importo massimo di 800€ di premio.

Questo tipo di detassazione e decontribuzione è previsto solo per il settore privato e unicamente ai lavoratori dipendenti. I titolari devono registrare un reddito di lavoro dipendente fino a 80 mila euro per accedere agli incentivi, oltre a raggiungere un importo di premio annuo fino a 3 mila euro, elevato a 4 mila euro nel caso in cui l’azienda coinvolga i lavoratori nell’organizzazione del lavoro.

Lo sgravio contributivo si può applicare esclusivamente ai premi di risultato erogati in esecuzione di contratti aziendali o territoriali, stipulati dal 24 aprile 2017, in tal caso l’importo del premio è di massimo 3 mila euro.

È possibile applicare il doppio incentivo anche a contratti vecchi, purché, dal 24 aprile 2017, siano stati integrati al fine di prevedere il coinvolgimento dei lavoratori.

Le tecnologie maggiormente ricercate dalle aziende: cloud computing e business intelligence

La piattaforma Ypo Global Pulse Tecnologie e business, che indaga i desideri e le ambizioni degli amministratori delegati di tutto il mondo, a marzo 2018 ha condotto un sondaggio su 842 tra i suoi membri in 28 settori industriali e in 15 regioni del mondo, chiedendo loro informazioni sulla comprensione, le attitudini e i piani di investimento riguardo alle 10 tecnologie dirompenti del momento.

Sono emerse ai primi posti cloud computing e business intelligence (BI), tecnologie che secondo lo studio saranno oggetto di molti degli investimenti. Due su tre degli amministratori delegati intervistati sono certi che tali tecnologie avranno un impatto sulle loro attività nell’anno corrente e più della metà prevede di investire in queste tecnologie nei prossimi 12 mesi.

Il terzo posto è occupato dai sistemi di pagamento digitali e su mobile. Il 53% degli A.D. invece preferisce la sicurezza informatica e il 47% che si dichiara disposto ad investimenti in questo ambito. Segue l’Internet delle Cose che interessa la metà degli intervistati e su cui il 41% potrebbe investire.

L’intelligenza artificiale e la realtà virtuale sono ancora poco considerati, per ora sembrerebbero poche le società o aziende che vogliano investirci, probabilmente perché non è ancora chiaro il loro reale utilizzo. Solo nei settori affini con ingegneria e architettura, la Realtà virtuale sembra riscuotere un certo interesse, infatti, l’83% dei manager di questi settori è interessato e il 64% dichiara che sarà disposto a spenderci dei soldi.

Per finire le blockchain, le chatbot e le criptovalute sono ancora poco considerate alla stessa stregua della realtà virtuale e dell’intelligenza artificiale. Sono pochi gli amministratori che intendono investirci, anche se è presente un’eccezione che riguarda la blockchain e che afferisce al settore finanziario: più della metà (58%) degli amministratori delegati dei servizi finanziari si aspetta che questa influenzi la propria organizzazione nei prossimi 12 mesi e ben il 40% prevede di investirci.

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Infettati cinquantamila siti WordPress per estrarre criptovalute

Sono circa 50.000 i siti di WordPress infettati da un nuovo tipo di malware, il quale sfrutta i dispositivi degli utenti per “minare” criptovalute. Questo è quello che ha individuato il Bad Packets Report, che si occupa di identificare “epidemie informatiche”. L’analista Troy Mursch per l’esattezza ha determinato 48.953 siti all’interno dei quali un pezzo di codice permette agli hacker di insinuarsi negli smartphone e nei pc dei visitatori. L’obiettivo però è diverso rispetto al furto delle password, lo scopo è quello di appropriarsi del potere di calcolo dalle schede madri dei dispositivi e usarle per estrarre (minare) nuove criptovalute.

Nella maggior parte dei casi si tratta di Monero (nona moneta digitale per capitalizzazione). Questo tipo di attacco informatico nel gergo tecnico si chiama “cryptojacking“. Il processo necessita di grande capacità di elaborazione. L’unione di più dispositivi permette di ottenere maggiore energia, “rubata” dagli apparati, e accelera il processo di estrazione di nuove criptovalute, aumentando il guadagno degli hacker.

Per gli utenti colpiti questo comporta una perdita di efficienza delle prestazioni del dispositivo e un aumento di dispendio energetico. L’attacco non blocca pc e smartphone, ma ne dirotta il lavoro, di conseguenza gli utenti non si accorgono di essere stati infettati.

Il cryptojacking si sta diffondendo rapidamente, grazie all’innalzamento della domanda di criptovalute e dei prezzi delle schede madri. Sono stati registrati attacchi anche su siti governativi, soprattutto britannici e statunitensi.

Questo malware ha infettato moltissimi smartphone: a febbraio la società di sicurezza informatica Malwarebytes ha rintracciato una campagna che coinvolgerebbe circa 800.000 dispositivi mobili al giorno.