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Torna il virus Locky: infettate tre milioni di email in solo 24 ore

Torniamo a parlare di sicurezza informatica all’interno delle aziende. Sono molti i rischi informatici a cui si è esposti, spesso senza neanche accorgersene. Per questo è importante affidarsi a professionisti per un servizio di valutazione delle minacce e del livello di sicurezza che è in essere nelle aziende.

Tra le minacce è tornato Locky, un ransomware che nel 2016 è stato “incoronato re dell’anno” e che gode di un successo acclarato. Locky, di cui si era persa traccia da circa un anno ha colpito l’11,5% delle aziende a livello globale contagiando già 3 milioni di indirizzi di posta elettronica. Questi sono i dati che arrivano da due diverse società di sicurezza e che riporta la testata dell’ANSA. In particolare, nella variante più recente Locky avrebbe cambiato nome in Ykcol (semplicemente il nome del precedente virus letto al contrario) e tra settembre e ottobre sarebbe anche già mutato tre volte.

Il virus Locky ha iniziato a diffondersi a febbraio 2016 e in poco tempo è diventato una delle famiglie di malware più importanti del mondo. Si trasmette soprattutto attraverso email di spam con un allegato, quando si scarica viene installato il virus che crittografa tutti i file dell’utente rendendoli dunque inutilizzabili. Poi un messaggio chiede il pagamento in bitcoin.

Questo virus oltre che a bloccare l’accesso a tutti i dati dell’azienda e provocare quindi un disagio, avvia anche una forma di ricatto che danneggia doppiamente l’azienda. Infatti i bitcoin sono una moneta non reale, intangibile, con la quale però si possono comprare oggetti reali. Si tratta quindi a tutti gli effetti di una estorsione. In questi casi quindi è bene informare la Polizia Postale per cercare di recuperare i propri dati e denunciare l’estorsione.

Per questi motivi è importante prevenire ed evitare di incappare in questi virus, rafforzando la sicurezza aziendale e formando il proprio personale sui rischi informatici.