riciclaggio

Phishing reato presupposto ai fini della configurabilità del riciclaggio

Come è noto, si definisce phishing la – fastidiosa – tecnica fraudolenta di social engineering, sottesa ad adescare l’utente tramite il confezionamento di un messaggio che possa risultare al destinatario più credibile possibile ma – in realtà – solo somigliante a quello che potrebbe effettivamente inviare il mittente ufficiale. Obiettivo dell’autore dell’azione di phishing è carpire le informazioni personali del destinatario (quali user id, password di carte di credito, conti correnti, ecc.). In una fase successiva, il destinatario “adescato” che avrà fornito le sue credenziali, metterà – inconsapevolmente – in condizioni il phisher di accedere abbastanza agevolmente al suo conto corrente.

Figure essenziali del phishing sono l’hacker (esperto informatico) che si procura i dati, il collaboratore prestaconto che mette a disposizione un conto corrente per accreditare le somme e il destinatario finale delle somme spedite dal cliente prestaconto, che può anche essere uno dei due soggetti su indicati.
Il Phishing è un fenomeno diffuso e in continua espansione, la cui carica offensiva non si esaurisce solo in un’aggressione verso il patrimonio altrui, ma comporta, altresì, la violazione dell’identità digitale e del domicilio digitale di coloro che cadono vittime di una vera e propria frode informatica.

Vi è un ulteriore aspetto che merita particolare attenzione.
Con la sentenza 10060/2017, i giudici della Suprema Corte di Cassazione, oltre ad aver indicato la chiara definizione del phishing, ovvero: una truffa informatica effettuata “inviando una e-mail con il logo contraffatto di un istituto di credito o di una società di commercio elettronico, in cui si invita il destinatario a fornire dati riservati quali il numero di carta di credito, la password di accesso al servizio di home banking, e motivando tale richiesta con ragioni di ordine tecnico”, hanno confermato che il reato di phishing costituisce reato presupposto ai fini della configurabilità del reato di riciclaggio ex art. 648 bis del codice penale.